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Articolo Creare una strategia UC Room più intelligente

Creare una strategia UC Room più intelligente

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Per i responsabili IT e i direttori tecnologici, progettare uno spazio di comunicazione unificata (UC) spesso significa camminare su un confine tra flessibilità e controllo. Ogni sala ha le sue peculiarità. Ci sono diversi microfoni, display, telecamere e piattaforme di controllo. E tutti questi elementi devono funzionare in modo impeccabile. Il nuovo Foundation System di Shure mira a semplificare questo equilibrio, offrendo alle organizzazioni un modo per modernizzare le sale riunioni senza rinunciare agli investimenti AV esistenti.

Creare un ponte tra vecchio e nuovo

Fondamentalmente, il Foundation System è un dispositivo di elaborazione e un controller touch. È essenzialmente il cervello del kit per sale UC. Il tutto è costruito attorno alla consolidata piattaforma DSP IntelliMix di Shure. Ciò che lo rende unico è la sua capacità di connettersi a un'ampia gamma di dispositivi di terze parti.

Come ha spiegato Josh Blalock, Direttore dell'Ecosistema e del Coinvolgimento delle UC di Shure, "Si tratta dello stesso computer e touch panel che troveresti in un kit completo per la sala, ma è tutto qui". Il valore si ottiene quando i clienti dispongono già di audio Shure nel loro ambiente, che si tratti di array MXA, microfoni da soffitto o altoparlanti 920.

Questo approccio fornisce un ponte per le organizzazioni che hanno già installato apparecchiature Shure ma devono aggiornare i propri spazi con moderne piattaforme di collaborazione e strumenti per riunioni basati sull'intelligenza artificiale. Invece di imporre un aggiornamento completo, il Foundation System consente ai team di mixare l'audio esistente con la telecamera, il display o la piattaforma UC di loro scelta.

Per grandi campus o aziende che gestiscono decine o centinaia di sale, questa flessibilità si traduce in minori costi di aggiornamento e minori vincoli con i fornitori.

Semplificare senza limitare

Blalock ha sottolineato che il Foundation System non è concepito per sostituire il ruolo degli integratori o dei team AV interni, ma per creare coerenza e sicurezza per il personale IT che potrebbe non essere specializzato nella configurazione DSP.

"Gli utenti finali non hanno bisogno di programmare un DSP", ha affermato. "Devono solo capire perché è importante averlo integrato. Si tratta di garantire intelligibilità e affidabilità in ogni sala riunioni".

Grazie al DSP integrato, basato sulla tecnologia IntelliMix di Shure, l'elaborazione audio avviene localmente sul sistema, riducendo al minimo la latenza e garantendo un'esperienza coerente su tutte le piattaforme. Per le organizzazioni che adottano come standard Microsoft Teams Rooms, Zoom Rooms o Google Meet, questa prevedibilità è fondamentale.

Occupandosi internamente dell'elaborazione audio, Shure consente ai responsabili IT di concentrarsi sulla gestione della rete e degli endpoint anziché sulla messa a punto dei percorsi audio o sulla risoluzione dei problemi di eco nelle singole stanze.

Partnership con Microsoft MDEP

Un altro tassello della storia del Foundation System è legato a MDEP (Microsoft Device Ecosystem Platform) di Microsoft, un nuovo framework basato su Android per soluzioni certificate Teams Room. Shure è stata tra i primi produttori ad aderire al programma, una decisione che, secondo Blalock, è stata dettata dalla richiesta dei clienti di semplicità e sicurezza.

"MDEP elimina ogni dubbio su Android", ha spiegato. "Affida la responsabilità di aggiornamenti, certificazioni e sicurezza direttamente a Microsoft, un aspetto di cui i team IT aziendali si fidano già. Per Shure, questo ci consente di concentrarci sull'hardware e sull'esperienza utente, con la certezza che il sistema operativo e la sicurezza siano gestiti in modo coerente".

Questa standardizzazione è importante nelle distribuzioni su larga scala. Quando le organizzazioni cercano di unificare le loro piattaforme per le sale riunioni, la possibilità di gestire firmware, aggiornamenti e compatibilità tra più sedi semplifica l'amministrazione e riduce i rischi.

Partendo dall'alto verso il basso

Mentre molti produttori di sistemi di UC entrano nel mercato puntando su "huddle room" più piccole, Shure ha adottato l'approccio opposto. La strategia dell'azienda è stata quella di iniziare con gli ambienti più complessi e poi ridimensionarli. Ciò significa che sale divisibili, auditorium e grandi aule costituiscono la base e da lì si può procedere verso soluzioni più complesse.

"La maggior parte delle aziende inizia con le soundbar, per poi crescere gradualmente", ha affermato Blalock. "Shure ha iniziato a occuparsi degli spazi più grandi e complessi. Questo significa che abbiamo già padroneggiato l'audio negli ambienti più difficili e ora stiamo completando il resto del portfolio per adattarlo a qualsiasi dimensione di sala".

Per le organizzazioni dell'istruzione superiore e le aziende, questo approccio "dall'alto verso il basso" è efficace. Gli spazi ampi e divisibili sono spesso i più difficili da standardizzare e i più visibili quando qualcosa va storto. Iniziare con queste sale ad alto rischio consente a Shure di affermare la propria credibilità anche nella parte più complessa dello spettro, per poi applicare tale competenza a spazi più piccoli, dove la standardizzazione è più semplice.

Evoluzione del ruolo dell'integratore

Il dibattito sulla semplicità porta inevitabilmente alla questione di dove si collochino gli integratori in un mondo di sistemi plug-and-play. Blalock ha riconosciuto questa sfida, ma vede nei nuovi modelli di servizio un'opportunità piuttosto che una minaccia.

"Man mano che i sistemi diventano più facili da installare, il valore si sposta verso la gestione, il monitoraggio e l'assistenza continua", ha affermato. "Gli integratori si stanno adattando integrando servizi gestiti e supporto, e Shure continua a farlo attraverso i suoi strumenti di gestione cloud".

Questo allineamento è importante anche per i responsabili IT. Invece di trattare l'integrazione come un progetto una tantum, sempre più organizzazioni stanno adottando modelli AV-as-a-service continui, che mantengono i sistemi aggiornati, monitorati e ottimizzati anche dopo l'installazione.

Un portafoglio, non un perno

Forse la conclusione più importante dell'attuale strategia UC di Shure è che queste nuove offerte non sono pensate per sostituire i prodotti legacy dell'azienda, ma per ampliarli.

"Quando i clienti vedono i nostri nuovi annunci", ha affermato Blalock, "vogliamo che capiscano che non si tratta di cambiamenti radicali. Sono aggiunte a un portfolio solido che continua a crescere in diverse direzioni".

Questa continuità è fondamentale in un settore in cui i cicli di aggiornamento tecnologico si stanno accorciando, ma le aspettative di affidabilità rimangono elevate. Per le organizzazioni che investono in infrastrutture UC, sapere che le nuove piattaforme si basano su tecnologie collaudate può fare la differenza tra testare un prodotto e standardizzarlo.

Uno sguardo al futuro

Il Foundation System di Shure riflette una tendenza più ampia nelle comunicazioni unificate: modularità e flessibilità rispetto ai "kit" monolitici. Per i responsabili IT e dell'istruzione superiore, è un modello che si adatta alla realtà concreta di ambienti misti, spazi che combinano piattaforme standardizzate vecchie e nuove con esigenze specifiche degli utenti.

Basando questo approccio sulle competenze audio e sulle partnership aziendali, Shure si posiziona non solo come un altro produttore di endpoint, ma come un alleato strategico nella semplificazione del modo in cui le organizzazioni comunicano.

Tim Albright è il fondatore di AVNation ed è la forza trainante della rete AVNation. Possiede l'InfoComm CTS, una laurea al Greenville College e sta conseguendo un master in comunicazioni di massa presso la Southern Illinois University di Edwardsville. Quando non è al timone della nave AVNation, Tim ha trascorso la sua carriera progettando sistemi per chiese grandi e piccole, aziende Fortune 500 e strutture educative.